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Complesso solare Noor Ouarzazate: come funziona l’impianto solare del Marocco

Venerdì, 18 Settembre 2026
Tempo di lettura: 5 min
Placas solares Marruecos

Nel paesaggio arido del sud del Marocco, vicino alla città di Ouarzazate, migliaia di specchi seguono il movimento del Sole per produrre elettricità. Il complesso solare Noor Ouarzazate è diventato una delle infrastrutture energetiche più importanti del Marocco e uno dei principali progetti al mondo per la produzione di energia solare a concentrazione.

Non si tratta di una singola centrale elettrica, ma di un insieme di quattro impianti che utilizzano tecnologie differenti per trasformare la radiazione solare in elettricità. Nel complesso, le quattro centrali Noor Ouarzazate raggiungono una capacità installata di circa 582 megawatt (MW), una cifra che viene spesso arrotondata a 580 MW.

Il primo impianto, Noor Ouarzazate I, ha iniziato la sua attività commerciale nel 2016 con una capacità di 160 MW. Successivamente sono entrati in funzione Noor II, Noor III e Noor IV, aumentando progressivamente la capacità del complesso e trasformando la regione in uno dei principali poli di produzione di energia solare del Paese.

Quattro impianti con diverse tecnologie solari

Una delle caratteristiche più interessanti del complesso solare Noor Ouarzazate è che i suoi quattro impianti non utilizzano esattamente la stessa tecnologia. Noor I dispone di una capacità di 160 MW e utilizza la tecnologia solare termodinamica a concentrazione basata su collettori cilindro-parabolici.

Noor II aggiunge altri 200 MW utilizzando una tecnologia di concentrazione solare simile, mentre Noor III contribuisce con 150 MW attraverso una configurazione differente: una torre solare a concentrazione.

Il quarto impianto, Noor IV, dispone di una capacità di 72 MW e utilizza pannelli fotovoltaici. A differenza delle centrali solari termiche, gli impianti fotovoltaici trasformano direttamente la radiazione solare in elettricità attraverso celle fotovoltaiche.

Il complesso combina quindi due delle principali tecnologie per la produzione di energia solare: il solare termodinamico a concentrazione, noto anche come CSP, e la produzione fotovoltaica convenzionale.

Come funziona l’energia solare a concentrazione

La tecnologia utilizzata dalle centrali solari termodinamiche sfrutta il calore del Sole invece di trasformare direttamente la luce in elettricità. Il principio può essere paragonato a quello di una gigantesca lente d’ingrandimento: un grande numero di specchi concentra la radiazione solare su una determinata superficie o su un punto preciso, aumentando la temperatura di un fluido termovettore.

Nelle centrali dotate di collettori cilindro-parabolici, gli specchi curvi concentrano la luce solare su tubi collocati lungo la loro linea focale. Il calore raccolto viene successivamente utilizzato per produrre vapore, che aziona una turbina collegata a un generatore elettrico.

Il funzionamento di Noor Ouarzazate III è particolarmente spettacolare. L’impianto utilizza migliaia di specchi mobili, chiamati eliostati, che seguono la traiettoria del Sole e riflettono la radiazione verso un ricevitore installato sulla sommità di una torre alta circa 247 metri.

Il calore concentrato permette di portare i sali fusi a temperature vicine ai 585 gradi Celsius. Questi sali svolgono un ruolo fondamentale perché consentono di immagazzinare energia termica per diverse ore.

Il vantaggio principale: immagazzinare il calore dopo il tramonto

Una delle principali differenze tra l’energia solare a concentrazione e la produzione fotovoltaica convenzionale è la possibilità di immagazzinare l’energia sotto forma di calore. Nel caso di Noor III, il sistema di accumulo termico è progettato per conservare questa energia per diverse ore.

La produzione di elettricità non deve quindi necessariamente terminare immediatamente dopo il tramonto. Il calore immagazzinato può essere utilizzato successivamente per produrre vapore e mantenere in funzione la turbina durante una parte della notte.

Questa caratteristica è particolarmente importante per i sistemi elettrici, perché permette di spostare una parte della produzione solare verso le ore successive al tramonto. Tuttavia, la produzione effettiva dipende da diversi fattori, tra cui la radiazione solare disponibile, la disponibilità degli impianti, la domanda di elettricità e le condizioni operative.

Un progetto strategico per il Marocco

Il complesso solare Noor Ouarzazate fa parte di una strategia energetica molto più ampia sviluppata dal Marocco. Da diversi anni il Paese sta aumentando la propria capacità di produzione da fonti rinnovabili, sfruttando in particolare le importanti risorse solari ed eoliche disponibili sul territorio.

Il Marocco ha fissato l’obiettivo di portare le energie rinnovabili al 52% della capacità elettrica installata entro il 2030. Il target comprende il 20% proveniente dall’energia solare, il 20% dall’energia eolica e il 12% dall’energia idroelettrica.

È importante distinguere tra capacità installata ed elettricità effettivamente prodotta. Il fatto che le fonti rinnovabili rappresentino il 52% della capacità elettrica installata non significa necessariamente che produrranno il 52% di tutta l’elettricità consumata in un determinato anno. La produzione dipende da fattori come la disponibilità di sole e vento, le condizioni operative degli impianti e la domanda di elettricità.

Gli investimenti del Marocco nelle energie rinnovabili hanno inoltre una dimensione legata alla sicurezza energetica. Il Paese dipende ancora in misura significativa dalle importazioni di combustibili fossili. Aumentare la produzione da fonti rinnovabili può quindi contribuire a diversificare le fonti utilizzate per generare elettricità.

L’acqua, una delle principali sfide

La costruzione di grandi impianti solari in una regione arida presenta anche diverse difficoltà. Una delle più importanti riguarda il consumo di acqua, una questione particolarmente delicata in un’area caratterizzata dalla scarsità di risorse idriche.

Le centrali solari termodinamiche utilizzano acqua per diversi processi operativi. Noor II e Noor III hanno integrato sistemi di raffreddamento a secco per ridurre il fabbisogno idrico. La gestione dell’acqua è particolarmente importante in Marocco, dove la siccità e lo stress idrico rappresentano sfide sempre più rilevanti.

Anche la pulizia dei migliaia di specchi richiede operazioni di manutenzione regolari. Polvere e particelle presenti nell’aria possono infatti ridurre la quantità di radiazione solare che raggiunge i sistemi di concentrazione. In un ambiente arido e polveroso, mantenere pulite le superfici riflettenti è quindi essenziale per preservare le prestazioni degli impianti.

Noor III ha dovuto affrontare anche problemi tecnici

La storia del complesso non è stata priva di difficoltà operative. Noor III ha registrato periodi prolungati di fermo legati a perdite nel sistema di accumulo dell’energia termica. Secondo una recente valutazione della Banca Mondiale, l’impianto è stato interessato da una prima interruzione prolungata tra il 2021 e il 2022 e da una seconda tra aprile 2024 e aprile 2025.

La risoluzione di questi problemi evidenzia una delle sfide dei grandi progetti di energia rinnovabile: disporre di una tecnologia avanzata non è sufficiente. È necessario garantire anche manutenzione specializzata, disponibilità di componenti di ricambio, affidabilità della rete elettrica e sistemi di accumulo capaci di funzionare in modo stabile per lunghi periodi.

Nonostante queste difficoltà, il complesso solare Noor Ouarzazate rimane un elemento importante della strategia energetica del Marocco. La combinazione di diverse tecnologie consente di sfruttare le abbondanti risorse solari del Paese e, allo stesso tempo, di analizzare concretamente le possibilità e i limiti della produzione di energia rinnovabile su larga scala.

Più che una semplice centrale solare, Noor Ouarzazate rappresenta una grande vetrina tecnologica per il settore energetico. I suoi collettori cilindro-parabolici, la torre solare, i sistemi di accumulo termico e i pannelli fotovoltaici dimostrano come tecnologie differenti possano essere integrate all’interno di un più ampio progetto energetico.

Il progetto mostra inoltre come stia cambiando la produzione di elettricità nelle regioni caratterizzate da un’elevata disponibilità di radiazione solare. L’esperienza di Ouarzazate dimostra che produrre elettricità dal Sole non significa semplicemente installare pannelli solari. È necessario affrontare anche questioni legate all’accumulo dell’energia, alla trasmissione elettrica, alla manutenzione, alla gestione dell’acqua e all’integrazione della produzione rinnovabile nella rete nazionale.

Con l’obiettivo di raggiungere una quota del 52% di energie rinnovabili nella capacità elettrica installata entro il 2030, il Marocco continua a sviluppare le proprie infrastrutture energetiche rinnovabili. In questo contesto, il complesso solare Noor Ouarzazate rimane uno dei progetti più rappresentativi della trasformazione del sistema energetico marocchino e un esempio significativo della crescente importanza dell’energia solare nel Nord Africa.

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