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Ecotassa del Parco Nazionale del Teide: turismo sostenibile a Tenerife

Venerdì, 16 Maggio 2025
Tempo di lettura: 4 min
Fotografía del Teide - Tenerife
Immagine: Freepik.es

Situato nel cuore dell’isola di Tenerife, il Parco Nazionale del Teide rappresenta non solo uno dei più grandi tesori naturali della Spagna, ma anche un’area di alto valore ecologico, geologico e culturale riconosciuta a livello internazionale. Con un’altitudine di 3.715 metri sul livello del mare, il Teide detiene il titolo di vetta più alta della Spagna ed è il terzo vulcano più alto del pianeta se misurato dalla sua base oceanica. Questo ambiente straordinario, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2007, fa parte di una vasta area protetta che riceve oltre 4 milioni di visitatori all’anno, rendendolo il parco nazionale più visitato d’Europa e uno dei più frequentati al mondo.

Tuttavia, questa enorme popolarità comporta sfide significative che mettono a dura prova la sostenibilità dell’ambiente. La crescente pressione turistica ha generato serie preoccupazioni tra scienziati, gestori ambientali e comunità locali, a causa dell’impatto ecologico provocato dal traffico intenso, dal progressivo deterioramento dei sentieri, dall’erosione del suolo, dall’alterazione di habitat sensibili e dall’accumulo di rifiuti. A ciò si aggiunge la difficoltà di gestire in modo efficace un flusso costante di visitatori in uno spazio naturale altamente fragile.

In questo contesto, diventa più urgente che mai avanzare verso un modello di turismo responsabile, che dia priorità alla conservazione dell’ambiente, limiti gli impatti negativi e promuova un’esperienza più consapevole e rispettosa degli ecosistemi locali.

Di fronte a questa situazione, il Cabildo di Tenerife ha deciso di adottare misure più rigorose per garantire la preservazione a lungo termine del Teide. Tra le più rilevanti figura l’introduzione di un’ecotassa, un tributo ambientale che entrerà in vigore nel 2026 e che fa parte di un ambizioso piano di riconversione del modello turistico verso la sostenibilità.

Che cos’è l’ecotassa del Teide e come funzionerà?

L’ecotassa, in termini pratici, sarà una tariffa obbligatoria che dovranno pagare i visitatori non residenti che accedono al Parco Nazionale del Teide, in particolare alle aree di maggiore interesse ecologico, come i sentieri che conducono alla vetta o i percorsi che partono dalla stazione della funivia.

Sebbene l’importo esatto non sia ancora stato definito, le autorità insulari hanno confermato che i fondi raccolti non confluiranno nel bilancio generale, ma saranno destinati esclusivamente a interventi di conservazione, restauro ecologico, manutenzione di infrastrutture sostenibili ed educazione ambientale. Si tratta quindi di un meccanismo di finanziamento diretto volto a mitigare gli effetti negativi del turismo e a rafforzare la capacità del parco di autoregolarsi di fronte alla pressione umana.

Secondo Rosa Dávila, presidente del Cabildo di Tenerife, l’ecotassa non mira solo a generare entrate, ma soprattutto a «regolare gli accessi, organizzare i flussi e sensibilizzare i visitatori». L’obiettivo principale è garantire che l’esperienza di visita del Teide sia compatibile con la conservazione della sua ricchezza naturale e culturale per le future generazioni.

Un piano integrato: mobilità, controllo e riforestazione

L’ecotassa non è una misura isolata, ma rientra in un piano strategico integrato progettato per trasformare il modello di gestione del parco nazionale. Questo piano include, tra le altre iniziative, le seguenti azioni complementari:

Mobilità sostenibile

Verranno introdotte navette elettriche e trasporti pubblici regolamentati, soprattutto durante le ore di punta, con l’obiettivo di ridurre il numero di veicoli privati che accedono al parco. Questa misura mira a diminuire sia le emissioni inquinanti sia i problemi di congestione del traffico che attualmente interessano gli accessi principali, come la strada TF-21.

Rafforzamento della vigilanza ambientale

Il nuovo modello prevede un incremento degli agenti ambientali e del personale di sorveglianza, incaricati di garantire il rispetto delle norme, prevenire comportamenti irresponsabili, controllare il numero di visitatori nelle aree sensibili e intervenire in caso di emergenze o infrazioni ambientali.

Riforestazione con specie autoctone

Una parte delle risorse provenienti dall’ecotassa sarà destinata a progetti di restauro ecologico, inclusa la riforestazione con specie endemiche come il pino delle Canarie (Pinus canariensis) e la retama del Teide (Spartocytisus supranubius). Queste azioni contribuiranno a recuperare habitat degradati, migliorare la biodiversità locale e rafforzare la resilienza dell’ecosistema ai cambiamenti climatici.

Infrastrutture più sostenibili

Anche il rinnovamento delle infrastrutture turistiche rientra nel piano. Sono previsti miglioramenti alle cabine della funivia, che saranno modernizzate con tecnologie più efficienti, così come la riapertura dello storico rifugio di Altavista, adattato a criteri di sostenibilità energetica e gestione dei rifiuti.

Reazioni: tra sostegno e incertezza

L’iniziativa ha suscitato reazioni contrastanti. Organizzazioni ambientaliste come la Fondazione Telesforo Bravo – Juan Coello hanno accolto positivamente la misura, considerandola un passo necessario per contrastare la sovraffollamento turistico che minaccia l’integrità del parco. Tuttavia, hanno anche richiesto misure più ambiziose, come limitazioni all’uso delle auto a noleggio e una regolamentazione più rigorosa dei tour operator.

D’altra parte, alcune associazioni imprenditoriali e rappresentanti del settore turistico hanno espresso perplessità circa il rischio che l’ecotassa possa scoraggiare le visite e incidere sull’economia locale. Sottolineano la necessità di affiancare la misura a campagne informative che ne spieghino i benefici ambientali e chiariscano l’utilizzo dei fondi raccolti, evitando così la percezione di una nuova tassa senza un ritorno concreto per il visitatore.

Un esempio di turismo rigenerativo

L’ecotassa del Teide si inserisce in una tendenza internazionale in crescita che promuove il turismo rigenerativo, ovvero un turismo che non si limita a ridurre il proprio impatto, ma contribuisce attivamente al recupero dell’ambiente che visita. Lungi dall’essere un ostacolo, questa misura può diventare un valore aggiunto per i viaggiatori consapevoli alla ricerca di esperienze più autentiche e rispettose del pianeta.

Con la sua implementazione, Tenerife non solo protegge uno dei suoi paesaggi più iconici, ma rafforza il suo posizionamento come destinazione impegnata nella sostenibilità, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e con i principi della Strategia Canaria per l’Azione Climatica.