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Tecnologie di comunicazione nascoste negli impianti solari cinesi allarmano gli Stati Uniti

Venerdì, 26 Dicembre 2025
Tempo di lettura: 3 min
Panel solar de fabricación china
Immagine: Freepik.es

Nel maggio 2025, gli Stati Uniti hanno lanciato un allarme di sicurezza nazionale dopo aver individuato tecnologie di comunicazione non documentate in apparecchiature solari prodotte da aziende cinesi. La scoperta, emersa da un’indagine pubblicata da Reuters, ha riacceso i timori legati al controllo straniero delle infrastrutture energetiche critiche.

Cosa è stato trovato esattamente negli impianti solari?

I ricercatori hanno individuato radio cellulari nascoste e altri dispositivi di comunicazione all’interno di inverter solari e batterie prodotte in Cina. Questi componenti non erano indicati nella documentazione tecnica fornita dai produttori, facendo scattare l’allarme tra le agenzie di intelligence e gli esperti di cybersicurezza.

In particolare, è emerso che tali radio potrebbero inviare e ricevere segnali in grado di aggirare i firewall, consentendo potenzialmente a terzi di accedere ai sistemi elettrici collegati. In altre parole, si tratterebbe di una “backdoor” utilizzabile per interrompere o manipolare la fornitura elettrica su larga scala.

Perché gli inverter solari sono così importanti?

Gli inverter solari svolgono un ruolo fondamentale negli impianti fotovoltaici, poiché trasformano la corrente continua prodotta dai pannelli solari in corrente alternata, utilizzabile per il consumo domestico o per l’immissione in rete. Il loro corretto funzionamento è essenziale per garantire una fornitura energetica stabile e sicura a milioni di abitazioni.

Questo aspetto è ancora più rilevante nel contesto attuale, in cui l’autoconsumo solare sta raggiungendo livelli storici. In Spagna, ad esempio, il 2025 ha segnato un record nel numero di famiglie che producono la propria energia tramite pannelli solari. Tuttavia, questa espansione comporta anche nuove sfide in termini di sicurezza informatica, poiché un accesso remoto non autorizzato potrebbe disattivare interi sistemi o causare instabilità nella rete elettrica.

In paesi come gli Stati Uniti, dove la diffusione degli impianti solari è stata massiccia nell’ultimo decennio, il rischio di una manipolazione esterna rappresenta una minaccia critica per la sicurezza energetica nazionale.

Un incidente che ha fatto scattare l’allarme

Nel novembre 2024, diversi inverter solari installati negli Stati Uniti hanno smesso di funzionare simultaneamente. Le indagini successive hanno rivelato che si trattava di una disattivazione remota eseguita da server situati in Cina. Sebbene le autorità abbiano inizialmente minimizzato l’impatto, l’episodio ha avviato una revisione approfondita delle apparecchiature importate per le infrastrutture energetiche.

La risposta del governo statunitense

Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, in collaborazione con altre agenzie federali, ha avviato una revisione sistematica dei componenti utilizzati nei progetti di energia rinnovabile. Parallelamente, si sta lavorando a una normativa che imponga la dichiarazione completa di tutti gli elementi software e hardware presenti nelle apparecchiature importate.

Sono state inoltre proposte restrizioni legali che, a partire dal 2027, limiterebbero l’acquisto di batterie e altri dispositivi di accumulo energetico da aziende cinesi con legami con il governo del Partito Comunista.

Quali aziende sono sotto osservazione?

Tra le aziende cinesi che destano maggiore preoccupazione figurano Huawei, Sungrow e Ginlong Solis, leader del mercato globale degli inverter solari. La loro forte presenza in Europa e America Latina aumenta i timori di una possibile manipolazione su scala globale.

Sebbene queste aziende neghino qualsiasi coinvolgimento in attività dannose, le scoperte hanno spinto anche altri governi a valutare i potenziali rischi per le proprie infrastrutture critiche.

Ripercussioni internazionali

Paesi membri della NATO come Lituania ed Estonia hanno già iniziato a esaminare le tecnologie utilizzate nelle loro reti elettriche. Anche il Regno Unito sta valutando nuove misure per evitare la dipendenza da tecnologie provenienti da paesi considerati strategicamente rischiosi.

La questione potrebbe avere ripercussioni anche sul commercio internazionale, poiché alcuni Stati potrebbero imporre dazi o divieti sugli impianti di origine cinese.

Un rischio reale o una reazione politica?

Secondo alcuni analisti, queste iniziative potrebbero essere in parte motivate dal conflitto tecnologico e commerciale tra Cina e Stati Uniti. Tuttavia, le verifiche tecniche sono state confermate da diverse entità indipendenti, rafforzando l’idea che il rischio sia concreto.

In un mondo sempre più digitalizzato, in cui anche le infrastrutture energetiche dipendono dalla connettività, i rischi di cybersicurezza non sono più teorici.