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L’Indonesia cerca di salvare l’ultimo rinoceronte del Borneo con la riproduzione assistita

Domenica, 19 Luglio 2026
Tempo di lettura: 4 min
L'Indonesia ha avviato un'importante missione di conservazione per salvare il rinoceronte del Borneo, uno dei mammiferi più rari e minacciati del pianeta. Le autorità stanno cercando di localizzare e catturare Pari Mahulu, l'ultimo esemplare conosciuto che vive ancora allo stato selvatico, con l'obiettivo di preservarne il patrimonio genetico attraverso tecniche di riproduzione assistita prima che questa sottospecie scompaia definitivamente.

L’Indonesia cerca di salvare l’ultimo rinoceronte del Borneo con la riproduzione assistita

L’Indonesia ha avviato un’importante missione di conservazione per salvare il rinoceronte del Borneo, uno dei mammiferi più rari e minacciati del pianeta. Le autorità stanno cercando di localizzare e catturare Pari Mahulu, l’ultimo esemplare conosciuto che vive ancora allo stato selvatico, con l’obiettivo di preservarne il patrimonio genetico attraverso tecniche di riproduzione assistita prima che questa sottospecie scompaia definitivamente.

L’operazione rappresenta uno dei programmi di conservazione più ambiziosi mai realizzati per questa specie. L’obiettivo non è trasferire l’animale in cattività per motivi espositivi, ma raccogliere ovociti vitali da utilizzare in un programma di riproduzione scientifica. Poiché la riproduzione naturale non è più considerata una possibilità concreta, la biotecnologia potrebbe rappresentare l’ultima speranza per preservare questa preziosa linea genetica.

Restano solo due rinoceronti del Borneo conosciuti

La situazione del rinoceronte del Borneo è estremamente critica. Attualmente sono noti soltanto due individui: Pahu e Pari Mahulu, entrambe femmine. Pahu vive sotto costante controllo veterinario presso il Santuario dei Rinoceronti di Kelian, nel Kalimantan Orientale, mentre Pari Mahulu continua a vivere nella foresta della regione di Mahakam Ulu, dove la sua presenza è stata confermata grazie alle fototrappole.

L’assenza di maschi conosciuti rende praticamente impossibile una riproduzione naturale. Anche se un maschio sopravvivesse ancora in una zona remota della foresta pluviale, la frammentazione dell’habitat rende estremamente improbabile un incontro tra i pochi esemplari rimasti.

Il rinoceronte del Borneo appartiene alla sottospecie Dicerorhinus sumatrensis harrissoni, una variante del rinoceronte di Sumatra. Questa stretta parentela genetica consente agli scienziati di utilizzare sperma proveniente da rinoceronti di Sumatra per tentare la fecondazione degli ovociti di Pari Mahulu mediante tecniche di laboratorio.

La riproduzione assistita rappresenta l’ultima possibilità

Il Ministero dell’Ambiente e delle Foreste dell’Indonesia considera la riproduzione assistita la migliore opportunità per salvaguardare questa sottospecie. Il progetto prevede la cattura di Pari Mahulu, il suo trasferimento in una struttura specializzata e il prelievo degli ovociti per effettuare la fecondazione in vitro.

Gli scienziati intendono fecondare gli ovociti con sperma geneticamente compatibile di rinoceronte di Sumatra. Se verranno ottenuti embrioni vitali, questi potranno essere impiantati in una femmina surrogata capace di portare a termine la gravidanza.

Il programma di conservazione nazionale comprende anche altre tecnologie avanzate, come l’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI), la creazione di biobanche per la conservazione del materiale genetico e studi sulla clonazione come possibile supporto futuro alla conservazione della specie.

Le autorità hanno inoltre precisato che gli ovociti dovranno raggiungere il laboratorio dell’IPB University entro 24 ore dal prelievo per mantenere elevate le probabilità di successo della fecondazione.

Perché lasciarla nella foresta non basta più

Molti potrebbero pensare che la soluzione migliore sia lasciare Pari Mahulu nel suo ambiente naturale. Tuttavia, gli esperti spiegano che questa scelta potrebbe condannare definitivamente la sottospecie all’estinzione. Senza un maschio con cui riprodursi, infatti, la femmina non potrà mai trasmettere il proprio patrimonio genetico.

Negli ultimi decenni la deforestazione, l’espansione agricola, le attività minerarie e la costruzione di infrastrutture hanno frammentato le foreste tropicali del Borneo. I pochi rinoceronti sopravvissuti vivono oggi completamente isolati gli uni dagli altri, spesso separati da decine di chilometri.

Le autorità del Kalimantan Orientale hanno comunque sottolineato che la cattura di Pari Mahulu non comporterà l’abbandono del suo habitat naturale. Al contrario, la foresta continuerà a essere protetta attraverso specifici programmi di conservazione per preservare la biodiversità locale.

Un’operazione di cattura estremamente complessa

Catturare un rinoceronte selvatico rappresenta una delle operazioni veterinarie più delicate nel campo della conservazione della fauna. Si tratta di animali molto grandi e particolarmente sensibili allo stress, per cui ogni fase della sedazione, del trasporto e del recupero comporta rischi significativi.

Per ridurre al minimo tali rischi, gli specialisti indonesiani hanno trascorso mesi a simulare l’intera operazione utilizzando animali di dimensioni simili. Le prove hanno permesso di perfezionare le procedure di cattura, i protocolli sanitari, il trasporto e gli interventi di emergenza.

Una volta catturata, Pari Mahulu verrà trasportata in aereo presso un centro specializzato, dove trascorrerà circa tre mesi in quarantena all’interno di una struttura protetta chiamata “boma”. Durante questo periodo il personale veterinario monitorerà costantemente le sue condizioni di salute prima di avviare qualsiasi procedura riproduttiva.

Anche il rinoceronte di Sumatra rischia l’estinzione

La situazione del rinoceronte del Borneo riflette quella dell’intera specie del rinoceronte di Sumatra. Secondo l’International Rhino Foundation, nel mondo sopravvivono meno di 80 esemplari. L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) stima invece che gli individui realmente in grado di riprodursi siano compresi tra 34 e 47.

Organizzazioni come WWF e Save the Rhino sottolineano che la perdita dell’habitat non è più l’unica minaccia. Le popolazioni residue soffrono anche di una forte riduzione della diversità genetica, dell’isolamento geografico e della crescente difficoltà di trovare partner riproduttivi.

Per questo motivo le moderne tecniche di riproduzione assistita stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella lotta contro l’estinzione della specie.

Una corsa contro il tempo

La priorità immediata sarà individuare con precisione Pari Mahulu e procedere alla cattura nel momento più sicuro possibile. Successivamente i veterinari effettueranno approfonditi controlli sanitari prima di tentare il prelievo degli ovociti.

Seguiranno le fasi più delicate dell’intero progetto: la fecondazione in laboratorio, lo sviluppo degli embrioni e il loro eventuale trasferimento in una madre surrogata. Ogni passaggio presenta notevoli difficoltà e nessuno può garantire il successo dell’intero processo.

Se Pari Mahulu dovesse morire prima che il suo patrimonio genetico venga preservato, il mondo perderebbe per sempre un ramo unico dell’evoluzione dei rinoceronti. Gli scienziati stanno quindi cercando non solo di salvare un singolo animale, ma anche di conservare migliaia di anni di storia evolutiva.

Il rinoceronte del Borneo è oggi il simbolo delle conseguenze della distruzione degli habitat naturali e dell’importanza crescente della scienza nella conservazione della biodiversità. Sebbene la riproduzione assistita non possa sostituire la tutela degli ecosistemi, rappresenta probabilmente l’ultima concreta possibilità di impedire la scomparsa definitiva di uno dei mammiferi più straordinari della Terra.

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