Spagna agisce contro l’inquinamento da salviette umide: nuove norme e campagne
Il governo spagnolo ha preso una decisione ferma per affrontare il crescente problema ambientale ed economico derivante dal cattivo uso delle salviette umide. Sebbene ampiamente utilizzate per l’igiene personale, infantile e domestica, il loro smaltimento scorretto—soprattutto gettandole nel water—rappresenta una seria minaccia per le infrastrutture fognarie e l’ambiente naturale.
Perché non bisogna gettare le salviette nel water
Nonostante molte marche dichiarino che le loro salviette siano “biodegradabili” o “scaricabili nel WC”, la maggior parte contiene fibre sintetiche che non si degradano facilmente a contatto con l’acqua. Queste fibre mantengono la loro struttura e si accumulano con altri rifiuti nelle reti fognarie, formando ingorghi che ostacolano il flusso dell’acqua.
Questi rifiuti raggiungono le stazioni di pompaggio e depurazione delle acque reflue, causando guasti, blocchi e interruzioni frequenti del sistema. Durante forti piogge o guasti, molte salviette finiscono in fiumi, mari o spiagge, degradandosi lentamente in microplastiche che danneggiano la fauna marina e contaminano gli ecosistemi acquatici.
Questo problema si aggiunge ad altri recenti progressi della legislazione ambientale spagnola, come il divieto dei microplastiche nei cosmetici e nei prodotti per la cura personale, in vigore da gennaio 2024. L’obiettivo è ridurre l’accumulo di particelle di plastica invisibili ma altamente inquinanti nei nostri ecosistemi acquatici.
Un problema che ostruisce infrastrutture e svuota tasche
I dati sono allarmanti. Secondo l’Associazione Spagnola per l’Acqua e il Depurazione (AEAS), il costo annuale per pulire e riparare le infrastrutture danneggiate dalle salviette umide è stimato intorno a 230 milioni di euro.
A Siviglia, l’azienda municipale EMASESA spende circa 5 milioni di euro ogni anno per rimuovere tonnellate di salviette provenienti dalle abitazioni prima che raggiungano le stazioni di pompaggio e i corsi d’acqua urbani. Questi interventi frequenti comportano non solo costi significativi, ma anche interruzioni del servizio, odori sgradevoli, problemi di igiene pubblica e maggiore rischio di allagamenti urbani.
Impatto ambientale significativo
Il problema non si limita a fognature e impianti di trattamento. Molte salviette sfuggono al sistema fognario e finiscono in fiumi, laghi e mari, dove si degradano lentamente in microplastiche che inquinano l’acqua ed entrano nella catena alimentare.
Organizzazioni come Greenpeace avvertono che una singola salvietta può impiegare oltre 100 anni per degradarsi completamente, e attualmente circa 700 specie marine sono colpite dall’ingestione o dall’intrappolamento con rifiuti plastici come le salviette. A Córdoba, è stata documentata una vera e propria “isola di salviette” nel Guadalquivir, dove tonnellate di questi prodotti si accumulano con fanghi e altri rifiuti urbani.
Nuove misure del governo spagnolo
Di fronte a questa situazione, il governo ha annunciato un pacchetto di misure decise per limitare questa forma di inquinamento, concentrandosi sulla responsabilità estesa del produttore. I produttori dovranno coprire i costi di pulizia, manutenzione e riparazione delle infrastrutture pubbliche colpite dall’uso improprio dei loro prodotti.
Le aziende dovranno anche finanziare campagne di sensibilizzazione per educare i consumatori sul corretto smaltimento, sottolineando che le salviette non devono mai essere gettate nel WC, ma depositate nei rifiuti.
Il piano include anche il divieto di rilascio intenzionale di palloncini durante eventi pubblici, un’altra pratica con un impatto significativo sull’inquinamento marino, dato che i palloncini sono tra gli oggetti più frequentemente rinvenuti sulle spiagge europee secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente.
Consapevolezza dei cittadini: la chiave del cambiamento
La regolamentazione deve essere accompagnata da un cambiamento culturale. Campagne come “Gioca pulito: butta le salviette nel cestino”, lanciate dal Canal de Isabel II a Madrid, sono fondamentali. Queste iniziative mirano a sensibilizzare i cittadini, in particolare le famiglie, sull’impatto reale delle loro abitudini quotidiane.
Molti credono ancora erroneamente che le salviette non causino danni a causa delle loro dimensioni ridotte o dell’etichetta “flushable”. Solo un comportamento responsabile a casa—gettarle nei rifiuti anziché nel WC—può fare la differenza.
Verso un consumo più responsabile e sostenibile
La decisione ferma della Spagna contro le salviette umide è un passo avanti nella protezione dell’ambiente e nella sostenibilità urbana. Tuttavia, non basta regolamentare: è fondamentale promuovere una cultura del consumo consapevole e responsabile.
Scegliere alternative riutilizzabili, ridurre l’uso di prodotti usa e getta e gestire correttamente i rifiuti domestici sono azioni alla portata di tutti.
Questo approccio integrato —che unisce regolamentazione, educazione e responsabilità condivisa— rappresenta un modello di come affrontare problemi ambientali complessi tramite l’impegno collettivo.



