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Zoonosi e animali esotici in America Latina: valutazione dei rischi di trasmissione

Martedì, 23 Aprile 2024
Tempo di lettura: 3 min
Comercio ilegal de mascotas exóticas en Latinoamérica
Immagine: Freepik.es

Le zoonosi, quelle malattie trasmesse dagli animali all’uomo, rappresentano una preoccupazione importante per la salute pubblica.

Gli agenti infettivi responsabili di queste malattie, che possono essere batteri, virus, parassiti o altri patogeni, possono diffondersi agli esseri umani attraverso diversi mezzi, sia per contatto diretto con animali infetti, il consumo di alimenti contaminati, l’esposizione ad acqua contaminata o semplicemente trovandosi in un ambiente infetto. Queste malattie possono avere gravi conseguenze per la salute umana.

Recentemente, un team internazionale di ricercatori guidato dalla Stazione Biologica di Doñana (CSIC) e dall’Università Pablo de Olavide ha esplorato la presenza di animali domestici di origine selvatica nei paesi neotropicali, coprendo gran parte del Sud e Centro America. I risultati hanno rivelato che questa pratica potrebbe rappresentare una minaccia sia per la salute umana che per la conservazione delle specie.

Durante un periodo di 13 anni, questo team scientifico ha condotto un campionamento esteso in 15 paesi. I risultati sono sorprendenti: animali domestici di origine selvatica sono stati trovati nel 95% dei luoghi visitati. Queste conclusioni, pubblicate sulla rivista People and Nature, evidenziano la gravità del problema e la necessità urgente di affrontarlo.

Il commercio illegale di animali domestici di origine selvatica non solo sfida la conservazione delle specie, ma rappresenta anche un rischio significativo di trasmissione di malattie zoonotiche.

Si stima che ogni anno vengano catturati illegalmente oltre 1,5 milioni di uccelli vivi per il commercio internazionale di animali domestici. Questa pratica, spesso trascurata a livello locale, è profondamente radicata in alcune aree che si estendono dal sud del Messico al sud del Brasile, dove la tradizione di avere animali selvatici come domestici risale ai tempi precolombiani.

Sebbene le zoonosi non siano una novità, rappresentano ancora una minaccia significativa per la salute pubblica. Si stima che queste malattie causino 2,7 milioni di decessi ogni anno. L’aumento della popolazione umana e la crescente connettività tra le regioni hanno creato condizioni favorevoli alla diffusione di focolai zoonotici su larga scala.

Inoltre, la trasmissione tra specie tra esseri umani, bestiame e fauna selvatica può avere gravi conseguenze ecologiche e socioeconomiche. È quindi essenziale identificare le attività che facilitano la diffusione di queste malattie e adottare misure per prevenire la trasmissione tra le diverse specie.

Animali esotici e zoonosi in America Latina: valutazione del potenziale di trasmissione tra animali e uomini

Durante la ricerca, il team internazionale ha trovato circa 10.000 individui di 274 specie native in cattività in oltre 6.500 case. Sebbene la maggior parte di questi animali domestici fosse costituita da pappagalli, non considerati ad alto rischio per la trasmissione di malattie zoonotiche, alcuni casi di psittacosi, malattia trasmissibile all’uomo e ad altri animali domestici, sono già stati segnalati.

Il contatto tra questi animali selvatici e animali domestici come polli o altri pappagalli esotici può portare alla trasmissione di malattie assenti nelle popolazioni selvatiche, con possibili gravi conseguenze per la conservazione delle specie.

Inoltre, sebbene questi animali non siano stati finora identificati come portatori di malattie ad alto rischio, ciò non garantisce che non possano trasmetterle in futuro. Anche specie come primati o roditori tenuti come animali domestici possono rappresentare un rischio di trasmissione di malattie gravi agli esseri umani, come dimostrato da epidemie passate.

Il team scientifico avverte sull’imprevedibilità di dove potrebbe emergere il prossimo focolaio di una nuova malattia. Tuttavia, sottolineano che le regioni ad alta biodiversità, come i tropici, sono più propense a essere focolai di nuovi patogeni. Queste aree stanno vivendo una rapida crescita della popolazione umana e dello sviluppo infrastrutturale, aumentando la connettività tra aree remote e grandi città.

È quindi fondamentale adottare misure per prevenire potenziali focolai zoonotici. Il team suggerisce di concentrarsi su due aree principali: scoraggiare la detenzione di animali selvatici in cattività e migliorare la sorveglianza sanitaria per rilevare e controllare rapidamente qualsiasi focolaio emergente in esseri umani o animali.

Pedro Romero-Vidal, ricercatore dell’Università Pablo de Olavide che ha guidato questo studio, sottolinea l’importanza di affrontare la tradizione di avere animali selvatici come domestici in Sud e Centro America, poiché rappresenta un rischio potenziale per la trasmissione di malattie tra esseri umani, animali domestici e fauna selvatica.