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Crocs e sostenibilità: qual è il vero impatto ambientale di questi celebri zoccoli?

Lunedì, 27 Luglio 2026
Tempo di lettura: 4 min
Crocs

Le Crocs sono diventate una delle calzature più riconoscibili al mondo grazie alla loro leggerezza, comodità e resistenza. Ogni estate tornano protagoniste su spiagge, piscine, giardini e durante le passeggiate all’aria aperta. Tuttavia, con la crescente attenzione dei consumatori verso l’ambiente, sempre più persone si pongono una domanda importante: le Crocs sono davvero sostenibili?

La risposta non è così semplice. Negli ultimi anni l’azienda ha introdotto numerose iniziative per ridurre l’impatto ambientale dei propri prodotti, sostituendo parte delle materie prime di origine fossile con materiali bio-circolari, diminuendo le emissioni di gas serra e sviluppando programmi dedicati al recupero e al riciclo delle scarpe usate. Nonostante questi progressi, gli esperti di sostenibilità sottolineano che restano ancora molte sfide da affrontare prima di poter parlare di un prodotto realmente circolare.

Un’impronta di carbonio più bassa, ma con alcune precisazioni

Uno dei principali argomenti utilizzati da Crocs riguarda la riduzione dell’impronta di carbonio del suo modello più famoso, il Classic Clog.

Secondo i dati pubblicati dall’azienda e verificati dall’organismo indipendente SGS, un paio realizzato con il materiale BioCroslite produce circa 1,92 chilogrammi di CO₂ equivalente durante l’intero ciclo di vita.

L’analisi segue un approccio definito “dalla culla alla tomba”, che prende in considerazione tutte le fasi del prodotto: estrazione delle materie prime, produzione, trasporto, imballaggio, utilizzo e gestione del fine vita.

Lo stesso modello realizzato con materiali tradizionali raggiunge circa 2,17 chilogrammi di CO₂ equivalente. La differenza corrisponde a una riduzione di circa 250 grammi di emissioni per ogni paio.

Questi risultati, tuttavia, devono essere interpretati con attenzione. La verifica è stata effettuata utilizzando come riferimento una sola fabbrica situata in Vietnam e facendo ricorso a dati secondari per alcune fasi dell’analisi. Di conseguenza, non è possibile affermare che tutte le Crocs vendute nel mondo abbiano esattamente la stessa impronta ambientale.

Cosa significa davvero contenuto bio-circolare?

Uno degli aspetti che genera maggiore confusione tra i consumatori riguarda il concetto di contenuto bio-circolare.

Nel 2025 Crocs ha comunicato che il Classic Clog conteneva circa il 25% di contenuto bio-circolare attraverso un sistema certificato noto come bilancio di massa (mass balance).

Questo sistema consente di sostituire una parte delle materie prime fossili utilizzate per produrre il materiale Croslite con risorse rinnovabili ottenute da rifiuti biologici, come olio da cucina esausto e altri sottoprodotti vegetali.

Ciò non significa però che ogni singolo zoccolo contenga fisicamente il 25% di olio riciclato o di materiale vegetale.

Il principio del bilancio di massa permette infatti di miscelare materie prime convenzionali e rinnovabili nello stesso processo produttivo. Successivamente, un sistema certificato assegna contabilmente una determinata quantità di materiale sostenibile a specifici prodotti finiti.

Questa metodologia è sempre più utilizzata nell’industria chimica e nella produzione di materie plastiche, poiché permette di introdurre progressivamente materie prime rinnovabili senza costruire linee produttive completamente separate.

La certificazione garantisce quindi la tracciabilità delle materie sostenibili all’interno del sistema produttivo, ma non certifica la composizione fisica esatta di ogni paio di Crocs. Inoltre, non significa che le scarpe siano biodegradabili.

Gli obiettivi ambientali di Crocs

L’azienda ha definito diversi obiettivi per ridurre ulteriormente il proprio impatto ambientale nei prossimi anni.

Tra i più importanti figura il raggiungimento del 50% di contenuto bio-circolare nel Classic Clog entro il 2030, accompagnato da una significativa riduzione della propria impronta di carbonio.

Tuttavia, alcuni degli impegni climatici sono stati modificati rispetto ai piani iniziali.

Quando Crocs presentò la propria strategia di sostenibilità nel 2021, annunciò l’obiettivo di raggiungere le emissioni nette pari a zero entro il 2030. Successivamente la tabella di marcia è stata aggiornata e il nuovo traguardo è stato fissato al 2040, insieme a obiettivi intermedi relativi sia alle emissioni dirette sia a parte di quelle generate dalla catena di approvvigionamento.

Questo cambiamento non annulla i progressi compiuti, ma dimostra quanto sia complesso trasformare i processi produttivi di un’azienda presente su scala globale.

Il riciclo rappresenta ancora una delle principali sfide

Un altro elemento fondamentale della sostenibilità delle Crocs riguarda la gestione delle scarpe quando terminano il loro ciclo di vita.

L’azienda ha ampliato il programma Old Crocs. New Life., che consente ai clienti di restituire le calzature usate presso i punti vendita aderenti.

Le scarpe ancora utilizzabili vengono donate, mentre quelle troppo usurate vengono selezionate per individuare possibili processi di riciclo o recupero dei materiali.

Crocs ha inoltre lanciato una versione limitata denominata Keep It Going Classic Clog, realizzata con il 25% di materiale riciclato post-consumo ottenuto da scarpe recuperate.

È importante distinguere questo materiale riciclato dal contenuto bio-circolare. Il primo deriva direttamente da calzature già utilizzate, mentre il secondo sostituisce parte delle materie prime fossili con risorse rinnovabili attraverso il sistema del bilancio di massa.

Attualmente il materiale riciclato post-consumo è disponibile soltanto in alcuni modelli e non nell’intera gamma di prodotti Crocs.

Le Crocs possono essere considerate sostenibili?

Dal punto di vista ambientale, Crocs ha compiuto passi concreti nella riduzione delle emissioni di carbonio, nell’impiego di materie prime rinnovabili e nello sviluppo di programmi di recupero delle calzature.

Tuttavia, gli esperti ricordano che nessun prodotto nuovo può essere considerato completamente sostenibile solo perché presenta un’impronta di carbonio inferiore.

La produzione di qualsiasi paio di scarpe richiede comunque materie prime, energia, trasporti e processi industriali che comportano inevitabili impatti ambientali.

La sostenibilità dipende inoltre dalla durata del prodotto. Un paio di Crocs utilizzato per molti anni avrà generalmente un impatto molto inferiore rispetto a diversi paia acquistati esclusivamente per seguire le mode del momento.

Cosa dovrebbe valutare il consumatore prima dell’acquisto

Prima di acquistare un nuovo paio di Crocs è consigliabile chiedersi se sia realmente necessario, per quanto tempo verrà utilizzato e se il produttore mette a disposizione informazioni ambientali trasparenti e supportate da verifiche indipendenti.

Sconti e promozioni possono rendere il prezzo più conveniente, ma non riducono l’impatto ambientale legato alla produzione di una nuova calzatura.

Prolungare il più possibile la vita utile delle proprie scarpe resta una delle strategie più efficaci per ridurre l’impronta ambientale. Quando non saranno più utilizzabili, è preferibile conferirle ai programmi di raccolta dedicati o ai sistemi di riciclo disponibili sul territorio.

In conclusione, la sostenibilità delle Crocs è migliorata grazie all’introduzione di materiali bio-circolari, alla riduzione delle emissioni di gas serra e allo sviluppo di iniziative di recupero delle calzature. Tuttavia, rimane ancora molta strada da percorrere per aumentare l’utilizzo di materiali riciclati, migliorare la circolarità dei prodotti e ridurre ulteriormente la dipendenza dalle materie prime vergini. Per i consumatori, la scelta più sostenibile resta quella di acquistare solo quando necessario e utilizzare ogni paio il più a lungo possibile.

Se vuoi rimanere informato, consulta le nostre ultime notizie ambientali in inglese.