INC‑5.2: negoziati sul trattato globale sulla plastica
Dal 5 al 14 agosto 2025, si tiene al Palazzo delle Nazioni a Ginevra la seconda parte della quinta sessione del Comitato Intergovernativo di Negoziazione (INC‑5.2) per finalizzare un trattato globale sulla inquinamento da plastica che regoli l’intero ciclo di vita delle materie plastiche.
1. Contesto e antecedenti
Il processo formale è iniziato con la risoluzione UNEA‑5.2 del marzo 2022, che ha stabilito il mandato di creare uno strumento legalmente vincolante per ridurre l’inquinamento da plastica.
Da allora si sono tenute diverse sessioni:
- INC‑1 a Punta del Este (nov–dic 2022)
- INC‑2 a Parigi (mag–giu 2023)
- INC‑3 a Nairobi (nov 2023)
- INC‑4 a Ottawa (apr 2024)
- INC‑5.1 a Busan (nov–dic 2024)
Molti considerano INC‑5.2 come l’ultima vera opportunità per finalizzare il trattato prima della sua adozione formale in una futura conferenza dei plenipotenziari.
2. Partecipanti e dinamica dei negoziati
Più di 180 paesi partecipano insieme a oltre 600 osservatori, tra organizzazioni civili, governi locali, scienziati e popolazioni indigene, rendendo questa la sessione più grande di sempre.
Il presidente del Comitato, Ambasciatore Luis Vayas Valdivieso, ha sottolineato che il processo si basa sul consenso, senza votazioni formali previste, anche se un voto potrebbe essere necessario se non si raggiunge un accordo totale entro il 14 agosto.
3. Temi chiave in discussione
- Limiti alla produzione di plastica: Più di 100 paesi, inclusi UE e piccole nazioni insulari, sostengono obiettivi di riduzione vincolanti, mentre produttori petrolchimici come Arabia Saudita, Russia, USA e India preferiscono concentrarsi su riciclo e gestione dei rifiuti.
- Gestione di sostanze chimiche tossiche e plastica monouso: C’è consenso sull’eliminazione di sostanze pericolose aggiunte alle plastiche, con richieste di vietare alcuni prodotti monouso.
- Meccanismi finanziari e supporto ai paesi in via di sviluppo: Il finanziamento per l’implementazione, soprattutto nelle regioni vulnerabili, è un punto critico del dibattito.
- Riconoscimento del ruolo dei governi locali: le organizzazioni locali e subnazionali richiedono inclusione formale nel trattato e accesso ai fondi per l’attuazione municipale.
4. Posizioni principali
- Unione Europea: Sostiene un trattato ambizioso che copra dalla produzione allo smaltimento, con eliminazione graduale di alcune plastiche e plastiche tossiche.
- Spagna: Supporta misure vincolanti per l’intero ciclo di vita della plastica, citando impatti su salute, biodiversità e clima.
- India: Promuove decisioni basate sul consenso, senza compromettere il diritto allo sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo.
- Greenpeace e società civile: Richiedono una riduzione del 75% della produzione plastica entro il 2040, riconoscimento delle comunità colpite, inclusione dei riciclatori informali e promozione di modelli di riutilizzo.
- Esperti scientifici: Sottolineano che la produzione mondiale di plastica, con solo ~9% riciclato, continua a crescere esponenzialmente e necessita regolamentazione sull’intero ciclo, non solo sul riciclo.
5. Sfide e prossimi passi
- Dopo l’INC‑5.1 a Busan è stato redatto un progetto di trattato, ma non si è raggiunto un accordo finale. Si prevede un testo operativo prima del 15 agosto per una eventuale adozione internazionale.
- Se non si raggiunge consenso, potrebbero essere considerati voti parziali o percorsi alternativi (opt-in/opt-out), che potrebbero indebolire l’efficacia globale.
- L’inclusione di meccanismi di rispetto reali e finanziamento sostenibile è fondamentale per l’impatto, soprattutto nelle regioni del Sud globale.
- Una futura Conferenza dei Plenipotenziari dovrebbe formalizzare e adottare il trattato. Ecuador, Perù, Ruanda o Senegal sono considerati possibili sedi.



