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Il Messico, leader nel riciclo dei rifiuti elettronici in America Latina

Venerdì, 8 Agosto 2025
Tempo di lettura: 4 min
In un contesto globale in cui i rifiuti elettronici (RAEE) crescono a ritmi senza precedenti, l'America Latina affronta una sfida urgente: sviluppare sistemi di gestione efficienti e sicuri. Il Messico ha compiuto progressi significativi in questo campo, posizionandosi come uno dei paesi più attivi della regione nel riciclo elettronico.
Immagine: Pixabay.com

In un contesto globale in cui i rifiuti elettronici (RAEE) crescono a ritmi senza precedenti, l’America Latina affronta una sfida urgente: sviluppare sistemi di gestione efficienti e sicuri. Il Messico ha compiuto progressi significativi in questo campo, posizionandosi come uno dei paesi più attivi della regione nel riciclo elettronico.

Panorama regionale dei rifiuti elettronici

Secondo il Global E-Waste Monitor, l’America Latina ha generato circa 4,2 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici nel 2020. Questo numero è in aumento e si stima che nel 2024 abbia superato i 5 milioni di tonnellate annue. I paesi principali contributori sono:

Paese RAEE generati (tonnellate/anno) RAEE riciclati formalmente (%)
Brasile 1.480.000 1,4%
Messico 1.100.000 10%
Argentina 480.000 2,2%
Colombia 370.000 4%
Cile 200.000 3,4%

Confronto con altri paesi latinoamericani

Brasile

Il Brasile è il maggior produttore di rifiuti elettronici in America Latina, con oltre 1,48 milioni di tonnellate annue, secondo il Global E-Waste Monitor. Tuttavia, meno dell’1,5% di questi rifiuti è riciclato formalmente. Questo basso tasso è dovuto in parte alla carenza di infrastrutture, alla scarsa supervisione e alla predominanza dei riciclatori informali.

Nonostante esista una legge nazionale sui rifiuti solidi dal 2010, che include anche i RAEE, la sua applicazione è stata lenta. Le grandi città, come San Paolo, dispongono di punti di raccolta e aziende certificate, mentre nel resto del paese il riciclo formale rimane un’eccezione.

Messico

Il Messico produce circa 1,1 milioni di tonnellate di RAEE all’anno. A differenza di altri paesi della regione, ha consolidato una rete nazionale di riciclo più formalizzata. Si stima che circa il 10% dei rifiuti elettronici sia correttamente riciclato tramite aziende autorizzate come REMSA o E-Cycling México.

Pur non avendo una legge federale specifica sui RAEE, diversi stati hanno sviluppato regolamenti locali. Iniziative come Reciclatrón (CDMX) e programmi di responsabilità estesa del produttore (REP) hanno acquisito rilevanza.

Argentina

L’Argentina genera circa 480.000 tonnellate di rifiuti elettronici all’anno. La gestione formale è ancora emergente. Ci sono progetti rilevanti come E-Basura (UNLP) e il programma ReProgramar a Buenos Aires, ma il paese non dispone di una legge nazionale specifica sui RAEE.

Il quadro normativo attuale è frammentato tra le province e manca di una politica integrata che obblighi i produttori a partecipare alla gestione post-consumo, rendendo difficile creare catene di riciclo sostenibili a livello nazionale.

Colombia

La Colombia è riconosciuta per il suo approccio strutturato con il programma Posconsumo, gestito in parte dal Ministero dell’Ambiente. Produce circa 370.000 tonnellate di RAEE all’anno, e si stima che almeno 15.000 tonnellate siano state riciclate formalmente nel 2023, una cifra che rappresenta una crescita costante dal 2018.

Esistono risoluzioni specifiche (come la 1512 del 2010) che obbligano i produttori a organizzare sistemi di raccolta e trattamento. Aziende autorizzate come Lito ed EcoCómputo operano legalmente e sono stati istituiti punti di raccolta in diverse città principali.

Cile

Il Cile è stato pioniere nell’adozione di una legislazione avanzata con la Legge REP (Responsabilità Estesa del Produttore), promulgata nel 2016. Sebbene l’implementazione completa sia ancora in corso, questa legge definisce obblighi chiari per i produttori nella gestione dei RAEE generati dai loro prodotti.

Con una produzione annua vicina a 200.000 tonnellate, il Cile affronta difficoltà per ottenere copertura nazionale, ma ha compiuto significativi progressi in tracciabilità e regolamentazione. Si stima che circa 3,4% dei RAEE siano trattati formalmente.

Perù

Il Perù produce circa 160.000 tonnellate di rifiuti elettronici all’anno. Dispone di un quadro legale specifico dal 2012 (Decreto Supremo N° 001-2012-MINAM) che obbliga i produttori a implementare sistemi di gestione dei RAEE.

Nel 2022 sono state raccolte più di 7.000 tonnellate tramite canali formali, soprattutto a Lima. Fuori dalle grandi città, l’accesso al riciclo è molto limitato e gran parte dei rifiuti viene gestita informalmente o finisce in discarica.

Perché il Messico è un riferimento nel riciclo dei rifiuti elettronici

I progressi del Messico nella gestione dei RAEE derivano da una strategia che integra più fattori: regolamentazione locale, collaborazione intersettoriale, espansione delle infrastrutture e crescente educazione della popolazione.

A differenza di altri paesi latinoamericani senza politiche pubbliche coerenti, il Messico ha costruito un ecosistema dinamico per il riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche (EEE), posizionandosi come leader regionale.

1. Espansione delle infrastrutture e alleanze strategiche

Uno dei pilastri del progresso messicano è la crescita dei centri di raccolta certificati. Aziende come REMSA ed Ecoazteca, insieme ad organizzazioni private e sociali, hanno creato reti che coprono diverse regioni, consentendo una raccolta più sicura ed efficiente di dispositivi come telefoni, computer ed elettrodomestici.

Molte di queste aziende hanno anche stabilito alleanze con produttori internazionali —come HP, Dell o Samsung— per rispettare i sistemi di responsabilità estesa del produttore (REP).

2. Regolamentazioni regionali con impatto concreto

Pur non avendo una legge federale specifica sui RAEE, diversi stati hanno legislato in modo indipendente. Jalisco, Città del Messico e Nuevo León hanno istituito regole che obbligano le aziende a raccogliere e smaltire correttamente i prodotti elettronici a fine vita.

Questa legislazione decentralizzata ha permesso ad alcune regioni di avanzare più rapidamente, creando modelli replicabili. La Città del Messico ha promosso politiche che facilitano la raccolta urbana, integrando la gestione dei RAEE nell’agenda ambientale locale.

3. Educazione ambientale e partecipazione cittadina

Un altro fattore chiave è la capacità del Messico di mobilitare la popolazione attraverso campagne di educazione ambientale. Programmi come Reciclatrón, promossi dalla Segreteria dell’Ambiente (SEDEMA), sono diventati canali efficaci per raccogliere grandi quantità di RAEE in modo sicuro.

Le giornate di raccolta in spazi pubblici come parchi, università e centri culturali permettono ai cittadini di smaltire i propri dispositivi obsoleti gratuitamente e responsabilmente, contribuendo a sensibilizzare sui rischi di gettare questi prodotti nei rifiuti comuni.

Si osserva anche un aumento delle iniziative divulgative nelle scuole, nei social media e nei media tradizionali, promuovendo il riciclo e l’economia circolare applicata alla tecnologia.