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Temperatura ideale del condizionatore: come risparmiare energia senza rinunciare al comfort

Martedì, 21 Luglio 2026
Tempo di lettura: 4 min
Gli esperti di efficienza energetica e gli enti pubblici concordano sul fatto che la temperatura ideale del condizionatore sia compresa tra 24 °C e 26 °C. Questo intervallo consente di mantenere un elevato livello di comfort, limitare i consumi elettrici e prolungare la durata dell'impianto di climatizzazione.

Con l’arrivo delle alte temperature estive, il condizionatore diventa uno degli elettrodomestici più utilizzati nelle abitazioni. Se da un lato garantisce un ambiente fresco e confortevole, dall’altro può incidere in modo significativo sulla bolletta elettrica se non viene utilizzato correttamente. Una delle convinzioni più diffuse è che impostare il termostato su 18 °C, 20 °C o 21 °C permetta di raffreddare la casa più velocemente. In realtà, questa pratica non accelera il raffrescamento e comporta soltanto un maggiore consumo di energia.

Gli esperti di efficienza energetica e gli enti pubblici concordano sul fatto che la temperatura ideale del condizionatore sia compresa tra 24 °C e 26 °C. Questo intervallo consente di mantenere un elevato livello di comfort, limitare i consumi elettrici e prolungare la durata dell’impianto di climatizzazione.

Adottando alcune semplici abitudini è inoltre possibile ridurre ulteriormente il consumo di energia durante i mesi più caldi dell’anno.

Impostare il condizionatore a 18 °C non raffredda la casa più rapidamente

Uno degli errori più comuni consiste nel credere che abbassare drasticamente la temperatura del termostato permetta di raffreddare gli ambienti in minor tempo.

In realtà, un climatizzatore funziona sempre alla massima capacità fino al raggiungimento della temperatura impostata. Che il termostato sia regolato su 18 °C oppure su 25 °C, l’apparecchio produce la stessa quantità di aria fredda e raffredda l’ambiente con la stessa velocità.

L’unica differenza è che, scegliendo una temperatura molto più bassa, il sistema continuerà a funzionare per un periodo molto più lungo, aumentando il consumo di elettricità.

L’esperto di energia Rafa Loza sottolinea che abbassare eccessivamente il termostato non accelera il raffrescamento della casa, ma costringe semplicemente il climatizzatore a lavorare più a lungo.

Gli esperti consigliano una temperatura compresa tra 24 °C e 26 °C

Le raccomandazioni degli specialisti coincidono con quelle pubblicate dall’Istituto per la Diversificazione e il Risparmio Energetico (IDAE) della Spagna.

Secondo l’ente, una temperatura interna di 26 °C può garantire un adeguato livello di comfort durante l’estate, soprattutto se si indossano abiti leggeri e l’abitazione è ben ventilata.

Rafa Loza suggerisce invece di mantenere il climatizzatore tra 24 °C e 26 °C, una fascia che rappresenta il miglior compromesso tra benessere e risparmio energetico.

L’obiettivo non è trasformare la casa in un ambiente eccessivamente freddo, ma mantenere una temperatura piacevole evitando sprechi di energia.

Ogni grado influisce sul consumo di energia

Uno dei dati più significativi forniti dall’IDAE evidenzia che una variazione di un solo grado può aumentare o ridurre il consumo energetico della climatizzazione di circa il 7%.

Ciò significa che impostare il condizionatore a 22 °C invece che a 25 °C può tradursi in un aumento considerevole dei consumi se il sistema rimane acceso per molte ore al giorno.

Durante le ondate di calore estive, questa differenza può incidere sensibilmente sulla bolletta elettrica.

Il vero obiettivo non è sopportare il caldo per risparmiare, ma evitare di richiedere al climatizzatore uno sforzo maggiore del necessario.

Come funziona realmente un climatizzatore

Comprendere il funzionamento del climatizzatore aiuta a utilizzarlo in modo più efficiente.

Quando viene acceso, il compressore lavora alla massima potenza fino a raggiungere la temperatura impostata. Successivamente il sistema riduce automaticamente la propria attività oppure, nei modelli inverter, modula la potenza per mantenere stabile la temperatura interna.

Se viene selezionata una temperatura troppo bassa, il compressore continuerà a funzionare più a lungo.

È proprio questo tempo supplementare di funzionamento a determinare un maggiore consumo di energia, non una maggiore velocità di raffrescamento.

Anche l’isolamento della casa è fondamentale

La temperatura impostata sul termostato non è l’unico elemento che influenza i consumi.

Una casa con finestre poco isolate, porte non perfettamente sigillate o esposta direttamente al sole disperde il fresco molto più rapidamente. Di conseguenza, il climatizzatore dovrà funzionare più a lungo per mantenere una temperatura gradevole.

Al contrario, un’abitazione ben isolata conserva meglio l’aria fresca e riduce il lavoro richiesto all’impianto di climatizzazione.

Investire nell’isolamento termico può quindi produrre risparmi energetici importanti nel lungo periodo.

Quanto consuma un condizionatore?

Secondo l’ingegnere Javier Dasí, il consumo di un climatizzatore varia durante il suo funzionamento.

Nella fase iniziale, quando deve abbassare rapidamente la temperatura dell’ambiente, il consumo può raggiungere 1.000-1.200 watt.

Una volta raggiunta la temperatura desiderata, il fabbisogno energetico diminuisce generalmente fino a 500-600 watt, a seconda del modello e delle condizioni ambientali.

Più tempo il sistema rimane nella fase iniziale di massimo assorbimento, maggiore sarà il consumo complessivo di elettricità.

Per questo motivo è importante scegliere una temperatura realistica e non eccessivamente bassa.

Il ventilatore può diventare un prezioso alleato

Anche se un ventilatore non raffredda realmente l’aria, migliora sensibilmente la percezione del fresco grazie al movimento dell’aria.

L’IDAE ricorda che un ventilatore da soffitto può generare una sensazione di riduzione della temperatura compresa tra 3 °C e 5 °C, con un consumo elettrico molto contenuto.

Secondo Javier Dasí, un ventilatore può consumare da 10 a 20 volte meno energia rispetto a un climatizzatore.

Utilizzare entrambi gli apparecchi contemporaneamente consente di impostare il condizionatore su una temperatura leggermente più elevata mantenendo comunque un elevato livello di comfort.

Anche la tariffa elettrica incide sulla bolletta

Il costo di utilizzo del climatizzatore non dipende esclusivamente dai consumi.

Il prezzo pagato per ogni chilowattora varia infatti in base al contratto di fornitura elettrica. Molte famiglie continuano a sostenere costi superiori rispetto alle offerte oggi disponibili sul mercato.

Verificare periodicamente la propria tariffa e confrontare le diverse proposte può consentire di ottenere un risparmio aggiuntivo senza modificare le proprie abitudini.

Una tariffa più competitiva riduce automaticamente il costo di ogni ora di funzionamento del climatizzatore.

Piccole abitudini che aiutano a ridurre i consumi

Limitare il calore all’interno della casa è possibile anche prima di accendere il condizionatore.

L’IDAE consiglia di arieggiare gli ambienti durante la notte o nelle prime ore del mattino, quando la temperatura esterna è più bassa. Chiudere persiane, tende o tapparelle durante le ore più calde della giornata aiuta inoltre a ridurre il surriscaldamento degli ambienti.

Anche la manutenzione dell’impianto riveste un ruolo fondamentale.

Pulire regolarmente i filtri migliora il flusso dell’aria, aumenta l’efficienza del sistema e riduce i consumi elettrici. Filtri sporchi costringono infatti il climatizzatore a lavorare di più per ottenere lo stesso risultato.

Controlli periodici consentono inoltre di individuare eventuali anomalie prima che compromettano le prestazioni dell’impianto.

Come risparmiare energia senza rinunciare al comfort

Utilizzare correttamente il condizionatore permette di affrontare il caldo estivo mantenendo bassi i consumi energetici.

Gli esperti concordano nel ritenere che una temperatura compresa tra 24 °C e 26 °C rappresenti il miglior equilibrio tra comfort e risparmio. Questa indicazione coincide anche con le raccomandazioni ufficiali dell’IDAE, che considera 26 °C una temperatura adeguata per garantire il benessere nella maggior parte delle abitazioni durante l’estate.

Abbinando questa impostazione a una buona coibentazione, a una corretta ventilazione naturale, all’utilizzo di ventilatori, alla chiusura delle persiane nelle ore più calde e a una regolare manutenzione dell’impianto, è possibile ridurre sensibilmente il consumo di elettricità.

In un periodo caratterizzato da estati sempre più calde e da costi energetici elevati, adottare queste semplici buone pratiche rappresenta uno dei modi più efficaci per contenere le spese domestiche e utilizzare l’energia in maniera più sostenibile.

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